Storia del surf
lug 1st, 2008 by admin
È stato nel 1777 che l’ europeo James Cook vide per la prima volta un indigeno di Tahiti farsi trasportare da un’onda su una tavola in legno.
Lo stesso spettacolo si ripetè quando sbarcò l’anno successivo nelle Hawaii notando però che intorno a questa pratica si costruivano dei veri e propri ranghi sociali.
Erano i re e le classi più potenti che potevano praticare surf su una tavola lunga 5 metri e pesante settanta chili, gli altri dovevano accontentarsi di una canoa.
Fino alla meta degli anni cinquanta il surf non era neanche concepito nel resto del mondo ma grazie alla prosperità del dopoguerra ed al grande passaparola effettuato dai militari la voce si sparse e i surfisti aumentarono in poco tempo a dismisura.
A rendere internazionale lo sport ci pensarono alcuni gruppi famosi e ancora ascoltati tutt’oggi come i Beach Boys, i Surfaris, i Ventures e i Red Hot Chili Peppers oltre che a surfisti illustri quali:
Freeth George: originario dell’Irlanda praticò per parecchio surf nelle Hawaii (1883 – 1919 ) e successivamente importò il surf nella California del sud.
Kahanamoku Duke: visse dal 1890 al 1968 e fu dichiarato il padre del surf. 2 medaglie d’oro olimpiche a Stoccolma e in Belgio (1912-1920). Fu lui a esportare il surf in Australia.
Tomson Shaun: di origine sudafricana è stato campione del mondo nel 1977 e ha rivoluzionato lo stile per tubare.
Richards Mark: surfista vissuto negli anni 70 di origine australiana 4 volte campione del mondo.
Potter Martin: oggi non più di giovane età. È stato campione del mondo nell’89.
Slater Kelly: proveniente dalla Florida ha più di 30 anni. è già stato 9 volte campione del mondo. La domanda che si fanno in molti ora è: ci proverà ancora? sarà il numero 10 a mettere fine alla sua ormai lunga e vittoriosa carriera? A parte queste domande esistenziali, Slater è sicuramente un surfer tra i più rappresentativi di questo millennio grazie al suo stile inconfondibile per scioltezza e fluidità.