La ciclicità del mare e la sua forza
Gen 31st, 2009 by admin
La terra ha una ciclicità. Questo é ormai accettato da tutti i geologi e da tutti gli scienziati.
Ma anche il mare ha una propria ciclicità. Questa si manifesta a noi con alcune perturbazioni molto forti che assumono l’ aspetto di vere e proprie tempeste che si verificano ciclicamente dopo un numero preciso di anni, che solitamente va di 10 anni in 10 anni. Ho aspettato a scrivere questo articolo fino ad oggi perchè proprio pochi giorni fa si è abbattuta sulle nostre coste la “famosa” tempesta di fine ciclo che è stata infatti la più grossa di questi ultimi (casualmente) 10 anni da come avrete potuto notare se vi sarete tenuti minimamente aggiornati in questi ultimi giorni!
Bastano pochi dati per far comprendere la sua devastante forza: Venti di 90 nodi (180km/h circa) hanno scoperchiato tetti e provocato numerosi danni e vittime fra la popolazione nelle zone francesi, spagnole, della germania e, ovviamente, italiane. Infatti i venti dicesi dal Rodano e usciti dalle Bocche del Leone sono arrivati fino a 70/80 nodi a largo, portando onde di addirittura 9 metri nelle zone sarde. A questa perturbazione, di ovvia origine atlantica, i metereologi hanno dedicato persino un nome: la tempesta Klaus. Questa non è stata così violenta come Kyrill, un’ altra sempre di origine atlantica registrata nel 1999 che provocò più di 80 vittime con venti ancora maggiori, ma di sicuro in un’ ipotetica scala gerarchica di tutte le tempeste cicliche di questo e dell’ ultimo secolo questa del 25 Gennaio 2009 si posiziona al secondo posto.
Questi intervalli di 10 anni in 10 anni circa non sono un’ emerita coincidenza e ci fanno capire che infondo anche la terra ha dei “ritmi” come noi, più lunghi, ma che devono essere presi in cosiderazione, poichè se non fossero stati previsti in tempo si sarebbero potuti avere un numero ancora più significativo dei danni alle infrastrutture e, soprattutto, non si sarebbero potute sfruttare al meglio le potenzialità della tempesta ( surfisticamente parlando), facendosi trovare nel punto giusto al momento giusto.
Infatti, al contrario di quello che si può pensare, le onde nelle zone sarde e corse non erano eccezzionali, poichè rovinate e stirate dall’ eccessiva forza del vento. Sono state principalmente le coste Liguri e della Toscana a sfruttare le grandi onde di swell prodotte da questa “maestralata”.
Ci sarà ancora molto tempo da aspettare per noi, poco per i ritmi della terra, prima di poter avere una nuova tempesta esplosiva che susciterà grande timore e scalpore in tutti noi come ha fatto quella di pochi giorni fa. Ma sappiate che quando arriverà la prossima dovrete fare i vostri calcoli per surfare al meglio e in maniera sicura per non rischiare.
Ricordate infatti che in queste situazioni uniche, che si potrebbero definire come “catastrofiche”, un surfista sfida il mare per ritrovare la sua forza. Ma sappiate che la forza di un VERO surfista a volte stà anche nel frenarsi davanti a sfide che non potrà mai vincere! E se non riuscirà a trovarla potrebbe vedersi costretto, una volta intrapresa la sua sfida, a vedersi battuto e a dover pagare un prezzo troppo alto. Perchè finchè ci si trovano davanti pareti di 3 metri ( che già sono molto impegnative) è un conto, ma con situazioni di onde di 9 metri pochi possono uscire vincitori.
Detto questo, auguro a tutti i surfer di poter anche solo ammirare o sentire sulla propria pelle la grandissima energia che viene sprigionata da quelle uniche “maestralate”, vi assicuro che è veramente magica!