preparazione psicologica/fisica e cosa fare in caso di pericolo
nov 25th, 2008 by admin
Finalmente dopo tanto tempo di calma piatta è arrivata una bella mareggiata forte. Siete ansiosi di entrare, ma vi siete riscaldati??
Il riscaldamento prima di entrare in acqua, specialmente in giorni con mare molto mosso, è essenziale, perchè permette ai muscoli di essere “già pronti all’ uso” appena si mette piede in acqua. Specialmente d’ inverno se non si effettua il riscaldamento può capitare che i muscoli, mentre risalite per arrivare al picco, siano soggetti a crampi per l’ acqua fredda, e esperienze personali confermano che avere un crampo mentre si risale con 2 metri d’ onda che ti frangono in faccia non è piacevole. Consiglio infatti esercizi di stretcing e piegamenti sulle gambe.
Un altro aspetto molto importante, soprattutto per i principianti, è la giusta preparazione psicologica. Infatti se nel bel mezzo delle onde vi viene un crampo, sarete sballottati un bel po’ dalle onde, ma ciò che non bisogna mai fare è agitarsi. Una volta entrati in uno stato di agitazione è difficile uscirne e inoltre sarete molto penalizzati visto che non riuscirete a organizzare le idee in modo congruo per trovare una soluzione al problema. é necessario mantenere la calma e pensare a una soluzione, e se proprio sapete di non farcela, sbracciatevi per chiedere aiuto. è molto importante non gridare eccessivamente poichè uno schiumone potrebbe farvi ingoiare la stessa quantità d’ acqua di una piscina. Inoltre sono frequenti le “onde doppie” in mediterraneo, ovvero quelle onde che quasi sovrapposte frangono a pochi secondi l’ una dall’ altra senza che il surfista la possa prevederle. Quindi una volta che persone in spiaggia o che stanno surfando con voi hanno recepito il messaggio è importante cercare di restare nel punto dove vi trovate, non gridare eccessivamente e essere più visibili possibile, quindi cercate di tenere almeno un braccio fuori. Inoltre un perfetto galleggiante per le situazioni difficili ce l’ avrete proprio attaccato al piede, ed è la vostra tavola (sperando che, se ci sono onde grosse, una di queste non vi abbia strappato il leash dal piede, perchè in questo caso tutte le odiate lezioni di nuoto che i vostri genitori vi imposero da piccoli vi saranno ora molto utili!).
é importante speciaficare, specialmente per chi è principiante, che se surfate onde che superano il 1,5/2 metri, potrebbe capitarvi di restare centrifugati sott’ acqua per diversi secondi, specialmente se l’ onda è tubante. La cosa più sbagliata da fare è cercare di risalire affannosamente in superficie mentre l’ onda vi stà cetrifugando e non buttare MAI fuori l’ aria come fanno nei film (questo vale anche per quando si effettua il duck diving). Lasciate che l’ onda vi centrifughi un po’, anche perchè se è grande non potrete mai opporvi alla sua forza. Una volta che sentite che la sua intensità sta diminuendo a tal punto da riuscire a sopraffarla, nuotate a rana verso la superficie. Solo quando siete in superficie e avrete controllato se non ci sia dopo l’ onda che avete cavalcato un “onda doppia” espirate.
FERITE IN MARE: se surfate in uno spot di roccia è sempre meglio informarsi prima sul tipo di fondale che c’è. Ma anche se si ha una perfetta conoscenza dello spot può sempre capitare una svista, o un take off sbagliato su uno scoglietto affiorante e… TAGLIO!!! é difficile che con onde che non superino i 3 metri si abbiano danni permanenti come spostamenti di una vertebra, rottura di un osso o nel peggiore dei casi coma. Facciamo tutti i segni di scongiura che vogliamo ma a teahupoo o sui famosi reef indonesiani possono capitare, anche se raramente, casi di coma o addirittura morte (mi riferisco ai casi in cui ci sono sweel grosse o onde almeno superiori ai 4 metri). Comunque in mediterrano l’ intensità dell’ onda e l’ altezza sono molto minori. Possono comuque capitare incidenti: i più gettonati sono i tagli, di cui anche io sono stato vittima. I tagli non sono piacevoli di sicuro ma se surfate in inverno avrete una percezione del dolore molto più bassa grazie all’ acqua molto fredda. Anche qui è importante non farsi prendere dal panico e, se si riesce ancora, cercare di uscire prima possibile, altrimenti cercate di farvi soccorrere con le stesse modalità che ho consigliato prima. Anche per i tagli non da punto è bene comunque recarsi all’ ospedale dove li disinfetteranno e li puliranno e in caso non aveste più rinnovato l’ antitetanica ve la faranno al momento ( chi vi assicura che l’ oggetto con cui vi siete feriti non fosse un ferro arruginito??). é sempre meglio però, oltre ad avere i calzari, indossare sempre la muta, che fungerà da seconda pelle. Dopo questa carrellata di incidenti possibili tanto per farvi godere la prossima surfata, vi voglio dire solo che il surf è uno sport di rara bellezza, ma comporta i suoi rischi. La qualità ha un suo prezzo! Quindi se non siete sicuri o avete un minimo di paura o indecisione riguardo le vostre possibilità, surfate in acque più calme, e una volta che avrete raffinato la vostra tecnica passate agli spot di livello medio, poi a quelli di livello difficile e poi, se proprio ci tenete e avete una vena un po’ folle, a quelli da pro/kamicaze. Ma è importante non buttarsi subito in folli imprese eroiche, perchè non c’è niente di eroico a farsi venire a recuperare dalla guardia costiera!!