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Monthly Archive for Luglio, 2008

Pietra Ligure Rock Point

LIVELLO: medio - basso
FONDALE: roccia
COME SI ARRIVA: si imbocca l’Aurelia e poi la strada passa sopra a un fiumiciattolo, al primo semaforo girare a destra, lì troverete un parcheggio. Di fronte c’è lo spot.
MAREGGIATA: inizia a lavorare pian piano in presenza di una mareggiata ben formata. È
esposto al sud, sud/est ma il sud/ovest fa fatica a entrare.
DESCRIZIONE: questo spot è un a beach break nei pressi di un piccolo fiumiciattolo e produce una buona destra. L’onda è lenta e franosa , ma potente. L’onda si frange lentamente. Purtroppo è riparato dalle mareggiate da sud ovest e quindi si attiva con difficoltà, se non con forti mareggiate.
Essendo i venti da est e sud spesso sporadici lo spot si attiva poche volte. Lo consiglierei in caso di forte mareggiata da libeccio, così che si possa surfare dove in altri posti la mareggiata è troppo violenta.

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Albenga Centa

LIVELLO: principianti
FONDALE: ciottolato
MAREGGIATA: inizia a lavorare con meno di un metro e regge fino ai 2mt/2,50mt. È esposta al sud, ma possono arrivare onde in caso di forti mareggiate da sud/ovest e da sud/est.
COME SI ARRIVA: lo spot è vicinissimo alla foce del fiume, quindi è molto difficile sbagliarsi. Comunque bisogna imboccare “via Lungocenta croce Bianca“. Proseguire fino a che non si arriva sul lungomare e appena si arriva la strada (che per un bel pezzo è quasi tutta dritta e che segue il fiume) fa una brusca curva per seguire la costa. Fermatevi alla curva, prendete tavola e muta perchè lì c’è la foce del fiume, quindi lo spot.
STRUTTURE RICETTIVE: Hotel a Albenga e in Liguria.
DESCRIZIONE: come spot non è niente male perchè fa delle belle sinistre e poi perchè, essendo alla foce del fiume, non è affollato da orde di bagnanti. Certo, l’ acqua è un po’ sporca e a volte è proprio color terra. Solitamente è un onda semi tubante, e tuba discretamente bene con delle belle mareggiate. Il localismo non è radicato, anzi i locals sono abbastanza socievoli.

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Alassio

LIVELLO:medio/basso
COME SI ARRIVA: ad Alassio non esiste un vero e proprio spot, infatti tutto il lungomare e costellato di picchi, stà a voi decidere quale è il migliore. Uno molto frequentato dai locals si trova nei pressi dell’ unico molo che c’è sulla spiaggia (non parlo del porto). Si arriva alla “passeggiata Dino Grollero”, poi si svolta in via “pontile Mario Bestoso”. arrivati al pontile, lo spot si trova li di fianco.
STRUTTURE RICETTIVE: Hotel a Alassio
MAREGGIATA: si attiva con meno di un metro ma regge fino ai 3mt. La spiaggia è esposta a i venti da sud, sud/est e est.
DESCRIZIONE: i picchi sono lungo tutta la costa. Alcuni generano onde che tendono al close out, mentre altri possono avere delle buone sinistre o destre, come per esempio il picco vicino al molo.

Li potrete trovare sinistre e destre tubanti. Ma attenzione, perchè li si radunano i locals, e a volte, come spesso accade, pensano che il picco sia di loro proprietà. Un’ altra cosa da accennare è che arrivano onde belle soprattutto con mareggiate da sud, mentre con maestrale (che li entra veramente stento) e con il libeccio arrivano onde poco potenti e basse.

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Laigueglia

LIVELLO: principianti
COME SI ARRIVA: ci sono tre o quattro picchi che si possono trovare sul lungomare.
MAREGGIATA: si attiva con 50 centimetri d’ onda e regge 2,5mt. È esposto alle mareggiate da est soprattutto, sud/est, e parzialmente da sud.
DESCRIZIONE: è un beach break, con diversi picchi con onde quasi tutte tendenti al close out. È il tipico posto dove consiglierei di fare un po’ di pratica con gli schiumoni prima di passare agli spot di Alassio, dove i locals sono molto suscettibili, visto che spesso ci sono principianti che prendono i primi schiumoni e che gli impediscono di surfare in parete. Quindi al posto di sentirsi tirare addosso insulti e, nel peggiore dei casi scontrarsi, consiglio di visitare questi picchi in cui c’è poca gente (se non nessuno) e quindi di poter prendere tutti gli schiumoni che volete.

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Storia del surf

È stato nel 1777 che l’ europeo James Cook vide per la prima volta un indigeno di Tahiti farsi trasportare da un’onda su una tavola in legno.

Lo stesso spettacolo si ripetè quando sbarcò l’anno successivo nelle Hawaii notando però che intorno a questa pratica si costruivano dei veri e propri ranghi sociali.

Erano i re e le classi più potenti che potevano praticare surf su una tavola lunga 5 metri e pesante settanta chili, gli altri dovevano accontentarsi di una canoa.

Fino alla meta degli anni cinquanta il surf non era neanche concepito nel resto del mondo ma grazie alla prosperità del dopoguerra ed al grande passaparola effettuato dai militari la voce si sparse e i surfisti aumentarono in poco tempo a dismisura.

A rendere internazionale lo sport ci pensarono alcuni gruppi famosi e ancora ascoltati tutt’oggi come i Beach Boys, i Surfaris, i Ventures e i Red Hot Chili Peppers oltre che a surfisti illustri quali:

Freeth George: originario dell’Irlanda praticò per parecchio surf nelle Hawaii (1883 - 1919 ) e successivamente importò il surf nella California del sud.

Kahanamoku Duke: visse dal 1890 al 1968 e fu dichiarato il padre del surf. 2 medaglie d’oro olimpiche a Stoccolma e in Belgio (1912-1920). Fu lui a esportare il surf in Australia.

Tomson Shaun: di origine sudafricana è stato campione del mondo nel 1977 e ha rivoluzionato lo stile per tubare.

Richards Mark: surfista vissuto negli anni 70 di origine australiana 4 volte campione del mondo.

Potter Martin: oggi non più di giovane età. È stato campione del mondo nell’89.

Slater Kelly: proveniente dalla Florida ha 30 anni ed è già stato 5 volte campione del mondo. È sicuramente un surfer tra i più rappresentativi di questo millennio.

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