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Monthly Archive for maggio, 2008

Spiaggia delle Calandre

CALANDRE: spiaggia delle calandre.
LIVELLO: abbastanza impegnativo.
FONDALE: sabbia
COME SI ARRIVA: si oltrepassa il ponte del fiume Roia andando verso la Francia, e poi al bivio si gira a sinistra. Troverete una galleria, entrateci. Alla fine girate a destra e continuate fino al parcheggio. Usciti dalla macchina andate verso la fine del parcheggio non verso il marciapiede asfaltato e verso i bar. Infatti alla fine troverete una stradina sterrata che segue la costa. fate attenzione alle raffiche di vento. Continuate la strada senza prendere altre deviazioni, sotto di voi dovete vedere sempre il mare. Arriverete, dopo un quarto d’ ora, in questa spiaggia di sabbia.
MAREGGIATA: riesce a reggere 2,5mt e inizia a lavorare anche con 50cm d’onda, ma per fare una buona surfata bisogna avere almeno 1mt.
DESCRIZIONE: è uno spot abbastanza impegnativo per la corrente che si forma e per il tipo di onda, difficile da prendere se si è principianti. È un onda franante e molto raramente tuba (solo in occasione delle fortissime mareggiate). Il fondale di sabbia cambia conformazione dopo quasi ogni mareggiata e questo va a intaccare sulla qualità delle onde. L’onda è potente e per arrivare al picco bisogna nuotare un po’. un’ altra cosa da far notare sicuramente sono le scritte ben visibili quando si arriva in spiaggia: “BE CAREFOUL” e “NO FRANCIA”. il localismo era molto radicato una volta, ma adesso si è attenuato un po’ visto che se entri in acqua il 70% sono francesi, e gli italiani sono solitamente in minoranza. Anche se non sapete il francese,salutate comunque, loro vi capiranno, anche perchè a volte qualche incomprensione non manca.

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Levanto La Gritta

LEVANTO: La Gritta
LIVELLO: medio
FONDALE: roccia
MAREGGIATA: inizia a lavorare con un metro d’onda e regge fino ai 3,5 metri. Lavora con
vento da scirocco, ovest o da libeccio.
COME SI ARRIVA: arrivate fino alla spiaggia seguendo le indicazioni stradali. Lo spot è situato di fianco a una scogliera, davanti ai bagni Nettuno.
STRUTTURE RICETTIVE: Hotel a Levanto e in Liguria
DESCRIZIONE: questo spot è famoso per la sua lunga e ripida destra. L’unico inconveniente è una fastidiosa secca al centro della baia. È molto caratteristico, anche se non è per principianti.

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Valuun

LATTE: Valuun

LIVELLO: pro o kamikaze.

COME SI ARRIVA: stessa strada per latte e davanti al parcheggio troverete lo spot.

DOVE PERNOTTARE: Si possono prenotare strutture ricettive in Liguria a Latte, Ventimiglia e in Francia in Costa Azzurra, Montecarlo.

LOCATION: a fianco dello spot di latte, davanti al parcheggio.

MAREGGIATA: regge fino a 2,5mt/3mt e inizia a lavorare con discrete mareggiate e con onde non sotto il metro

FONDALE: roccia con pietre affioranti, vetri e ferri molto fastidiose!!si attiva con mareggiate da sud, sud ovest.

DESCRIZIONE: Solo francesi, che ormai colonizzano gli spot attorno latte e Ventimiglia, o quei pochi surfer italiani pazzi e esperti, sono abbastanza estremisti per andare li. Infatti lo consiglio solo per gli esperti. Uno dei punti più belli dove surfare è davanti ai resti di un porticciolo a destra di un piccolo torrentello e di un tubo che parte da riva e si immerge sotto il livello del mare (AAA:il tubo di ferro è arruginito!). Qui si può trovare una bella sinistra tubante. Li c’era, come ho detto prima, un piccolo porticciolo dove i pescatori lasciavano le barche e dove alcuni le tengono ancora oggi, a riva. Ora sono rimasti solo i resti. Si puo trovare, oltre alla sinistra, una bella destra tubante a sinistra del porticciolo, con molte rocce semiaffioranti o affiornati a pochi metri di distanza dalla parete. Lo spot si attiva con mareggiate abbastanza potenti con minimo 1 mt d‘onda. C’è rischio, se si cade, di finire su scogli affioranti o sulla riva scogliosa poco distante. Esperienze personali possono confermare: dopo essere stato centrifugato da una sinistra di due metri sono stato letteralmente sbattuto sul fondo e mi sono letteralmente sfasciato un piede, forse su uno scoglio semi affiorante, riportando diversi tagli profondi e un “buco” provocato da un dente di cane. Inoltre il Valuun è famoso, a parte per i suoi scogli affioranti, anche per i suoi vetri, ferri e denti di cane sparsi per tutto il fondale. Consiglio di fare il richiamo dell’ antitetanica per chi non l’ avesse ancora fatto. Almeno questo è stato il primo pensiero dell’ infermiere dell’ ospedale di Bordighera appena gli dissi dove mi ero fatto male. SI CONSIGLIANO CALDAMENTE I CALZARI E LA MUTA, OLTRE CHE A UN ACCURATA PERLUSTRAZIONE DEL FONDALE CON LA MASCHERA, affinchè possiate capire da quale parte preferiate surfare. é caldamente sconsigliato invece entrare senza conoscere il fondale. Infatti può cambiare centimetro per centimetro. Per darvi un idea generale, verso il picco c’ è abbastanza fondo, a grandi linee 1,50 metri, ma dopo qualche metro risale bruscamente, fino ad arrivare a 50 cm. L’onda è decisamente migliore rispetto a Latte, regalando delle belle destre e sinistre tubanti veramente interessanti. Credo che sia uno spot per niente conosciuto in Liguria, ma quando si attiva non ha nulla da invidiare ai migliori spot Liguri. Da tutto il meglio di se in scaduta con onde di 1,50/2 metri, con assenza di vento, regalando delle onde da favola (per gli standard del Mar Mediterraneo).

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Varazze Kursaal

LIVELLO:medio/alto
FONALE:roccia e ciottoli
COME SI ARRIVA: la strada è la stessa che si percorre per arrivare allo spot “backdoor”, solo che è alla destra del molo.
MAREGGIATA: stesse indicazioni dello spot “backdoor”. inizia a lavorare con 1 metro e regge tranquillamente oltre i tre metri.
DESCRIZIONE: caratteristica di questo spot è un’onda a-frame. Tuttavia le sinistre sono meno emozionanti delle destre che si vengono a formare (riguardo alle destre: attenzione a non andare a sbattere contro gli scogli del molo!).
Lo spot comprende tuttavia un solo picco. È quindi di regola non formare il mucchio, perchè, oltre alla possibilità di farsi veramente male, i locals, gelosi del loro spot che viene quotidianamente assediato da decine di persone, tendono a volte a perdere la pazienza.
Comunque sono convinto che tutti possano surfare, basta che si osservino le regole di precedenza!
Le onde iniziano a tubare quando raggiungono il metro, e sconsiglio questo spot quando le onde sono più piccole perchè, anche se frangono, hanno poca potenza e non rendono al meglio.

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Latte

Latte si trova nei pressi di Ventimiglia, a pochi chilometri dalla Francia, proprio nel paesino di Latte. Per arrivare bisogna proseguire dopo Latte verso la Francia, e subito il cartellone che segnala la fine di Latte c’è una strada verso il mare, all’inizio abbastanza larga ma poi stretta. Si scende fino ad un bivio e si prende la strada verso sinistra che porta a un parcheggio “naturale”.
Davanti avrete lo spot del Valuun mentre a destra c’è una spiaggia. Lì c’è lo spot. Latte era un ottimo spot qualche anno fa ma purtroppo dopo che il furono installati dei contenitori contenenti sabbia per coprire il fondo di ciottolato e quindi renderla più agibile per i bagnanti è decaduto. I contenitori di tessuto si sono strappati alla prima mareggiata e hanno spanto la sabbia. Ora effettivamente non incappi più con i piedi in qualche sassone, ma in compenso l’ onda che si formava ne ha risentito molto. Adesso diventa attivo con discrete mareggiate da sud, da maestrale o da libeccio. È sempre stato un beack-breack e credo che lo rimarrà per sempre. Ma adesso l’onda fa poca parete e dopo poco tende al close out. Latte è frequentato, quelle poche volte, quando le Calandre sono impraticabili. Regge fino a 3 mt d’onda.

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Surf

Prima di elencare i vari spot bisogna fare un po’ di chiarezza, per chi non fosse esperto, sul loro funzionamento.
Uno spot inizia a lavorare (a creare onda surfabile) con una mareggiata, ma ogni mareggiata ha una propria intensità. Quindi, bisogna informarsi o vedere con i propri occhi quando l’intensità della mareggiata è sufficiente per l’attivazione dello spot. Questo dipende solitamente dal fondale, il quale più è profondo e più necessita di mareggiate di grossa portata.
Chiarito questo concetto bisogna fissarne un altro: la direzione della mareggiata. Nel 99% dei casi è il vento che crea onda, per lo meno in mediterraneo, perchè in oceano c’è spesso qualche onda residua, ma anche in questo caso sono basse e poco potenti. A volte esistono (sempre in oceano) piccole onde di marea, che possono arrivare anche a 1mt, ma non sono surfabili. Il vento DEVE SEMPRE spirare verso la terra, la situazione migliore è quando spira perpendicolarmente allo spot, così che la mareggiata non perda intensità, e situazione ancora migliore si verifica se lo spot è riparato dal vento, così che le onde siano pulite e non confuse.
La nostra penisola ‘divide’ il mare in due ‘parti’: il mar tirreno e il mar adriatico. Il primo è più ampio mentre il secondo e molto più ristretto. Per creare una buona mareggiata il vento deve spirare per un periodo di tempo abbastanza lungo, in modo da mettere in movimento l’acqua, ma soprattutto deve avere un FETCH abbastanza ampio. Per FETCH intendo quella parte di mare su cui il vento spira e dove quindi si creano le onde. Quindi il mar Adriatico rimane molto penalizzato se dovesse arrivare vento da est o da ovest (con molto vento si crea onda ma è confusa e una attaccata all’altra). L’unica speranza per avere onde più pulite è che arrivino mareggiate provenienti da N/O o S/E, così che il vento spiri su uno specchio d’acqua più ampio.
Mentre nella “west coast“ italiana troviamo una superficie d‘ acqua molto più vasta. Infatti i venti trovano hanno più strada per formare le onde.
L’ESTATE E L’INVERNO
Al vero surfista se si pone la domanda: preferisci l’inverno o l’estate? Sicuramente risponderà l’inverno. Infatti in inverno le mareggiate sono più frequenti, forti e durature. L’unico inconveniente è l’acqua fredda. Ma con una bella muta 3mm (se si e freddolosi) si risolve tutto.

Come nel caso del libeccio. Questo è più frequente durante il periodo fra ottobre e maggio. Sono questi due i mesi in cui arriva la ’libecciata’ di inizio o di fine inverno. Ad intervallo di 3-4 anni arriva una forte mareggiata di libeccio che può mettere in crisi persino i porti e le barche al suo interno con la forte corrente e il brusco innalzamento del livello del mare (come la grande mareggiata del 23 marzo 2008, che ha provocato notevoli disagi e danni). Le onde in quei casi possono arrivare ad altezze veramente notevoli. Il libeccio interessa soprattutto le regioni della LIGURIA e della TOSCANA visto che arriva da sud ovest e a volte può partire anche dall’Africa. Tuttavia non lascia indifferenti SARDEGNA e CORSICA. Ottimo per queste due isole sono le mareggiate da maestrale. Il maestrale esce dalle Bocche del Leone, ovvero quella rientranza sulla costa francese mediterranea che parte da Tolone e termina al confine con la Spagna. Quando non ha grande intensità non punta subito alle isole ma riesce a seguire la costa, a ’girare’ verso la costa azzurra (da Tolone al confine italiano), Liguria e la Toscana ( soprattutto durante l‘ estate). La costa azzurra è la parte maggiormente compitamente, mentre la Liguria centrale rimane coperta per via della sua conformazione tende a formare una rientranza. Ma se il maestrale è potente si dirige direttamente sulle isole. Il maestrale è un vento tipicamente forte.
Per la ZONA LAZIALE è ottimo invece il vento da scirocco o da libeccio. tuttavia a volte può arrivare vento e onde residue di una forte mareggiata di maestrale che trova spazio fra le bocche di Bonifacio e continua verso la costa laziale. Per la SICILIA è ottima una mareggiata forte da scirocco, soprattutto per la parte del mar Ionio, ma essendo un isola anche lei riesce a sfruttare tutti i venti.

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Varazze Pool

LIVELLO: pro o kamikaze
FONDALE: roccia e sabbia
COME SI ARRIVA: percorrete via Genova e lo spot si trova davanti a uno stabilimento con il tetto verdastro, proprio in prossimità dell’annessione con via Genova di via Guglielmo Marconi.
Sulla spiaggia troverete un molo uscente e proprio in prossimità della punta del molo si trova lo spot
MAREGGIATA: il libeccio e l’ ostro sono le mareggiate ideali per attivare questo spot. L’ onda proveniente da sud, sud/ovest infatti viene tagliata in due dal picco. Altre mareggiate arriverebbero leggermente trasversali e non permetterebbero allo spot il suo massimo funzionamento. Regge oltre i tre metri d’onda e inizia a lavorare con un metro.
DESCRIZIONE: il fondale di questo spot ha una forma tipica per la quale si crea un picco che crea una sinistra a volte scadente perchè che tende al close out e pericolosa per i suoi scogli affioranti che si trovano verso la fine del molo, e una destra che rompe su fondale sabbioso e che ha una parete tubante e lunga. Proprio per questa sua caratteristica è molto affollato anche se lo consiglio per gli esperti.

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Regole del surf

È anche essenziale, soprattutto per i principianti, la conoscenza delle regole base del surf in modo da evitare rischi inutili. Nelle località surfistiche ci saranno sempre zone con onde più belle o alte dove si riuniranno tutti i surfisti.
Questo posto prende il nome di picco ed è così frequentato perché è da lì che le onde iniziano a schiumare e da dove si potrà proseguire in parete. È necessario quindi cercare di non creare un mucchio e restare ben distanziati l’uno dall’altro.
Da come avrete capito nel picco si surfa ed è meglio non risalire perpendicolarmente ad esso perchè qualche tavola in partenza potrebbe urtarti. È meglio quindi aggirarlo e per poi tornare dove eravate prima.
È importante sapere che se due surfisti prendono la stessa onda c’è un’ unica regola da rispettare: chi si alza prima sulla tavola ha il diritto di surfare l’ onda. Se gli verrà tagliata la strada, l’ altro surfista starà “droppando”. Oggetti molto pericolosi sono costituiti da punta e pinne della tavole ai quali bisogna fare molta attenzione. Proprio per questo è consigliato di non lasciare mai in bando la tavola e se non ne potete fare a meno controllate prima chi c’è dietro.
Infine se surfate in una zona scogliosa è più prudente prima ispezionare il fondale o chiedere informazioni ai locali, mai buttarsi dalla tavola di testa (c’è il rischio di scogli affioranti), indossare dei calzari e evitare di cavalcare con la bassa marea.

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